Rossano

Rossano è uno dei maggiori centri della Calabria ai primi pendii della pre-Sila Greca. Estende il suo territorio su una superficie di 149 Kmq con altitudine compresa tra 0 e 1010 mt. s.l.m.. Si affaccia su un tratto di costa lungo circa 19 Km tra il torrente Cino e il fiume Trionto.

L’ambiente naturale offre: il litorale scolpito da torrenti e fiumare dove si affaccia la macchia mediterranea spontanea e coltivazioni varie, in cui primeggiano gli agrumeti (i cosiddetti “giardini”) e i primi uliveti; l’ambiente collinare ricco di uliveti secolari e castagneti; ed infine la natura montana, tipica della Sila Greca, con deliziose vallate, boschi di pini, abeti e persino querce monumentali.

Note storiche

L’ipotesi più plausibile sull’origine del toponimo “Rossano” vuole che derivi dal greco rusion (“che salva”) e akron (“promontorio”, “altura”) da cui deriverebbero le versioni medioevali Ruskia o Ruskiané o Rusiànon (in greco bizantino). Secondo un’altra ipotesi, invece, deriverebbe da Roscianum, in relazione al colore rossastro delle colline su cui è arroccato l’antico centro storico, ricche di graniti rossastri. Altre ipotesi ancora legano il nome al sintagma rus sanum, in riferimento alla salubrità del luogo; o, secondo una delle versioni più attendibili, alla gens dei Rosci che guidò l’opera di colonizzazione nell’epoca in cui tutto questo territorio entrò nell’orbita delle municipalità romane.

Nei suoi 25 secoli di storia, la cultura rossanese è stata arricchita dal passaggio sulle sue terre di Enotri e Greci in una prima fase, Romani, Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e non solo, accrescendo progressivamente la sua importanza dal punto di vista strategico, culturale e, non ultimo, economico.

Ma è soprattutto sotto il dominio bizantino che vive il suo periodo di massimo splendore guadagnando il titolo ancora in uso de “La Bizantina”.

Con la nascita della stazione ferroviaria, a partire dagli anni ’50 del 900, la maggior parte degli abitanti del centro storico, arroccato sulla collina, si sono trasferiti sulla zona costiera che attualmente è la zona più popolosa.

In seguito ad un referendum popolare nell’ottobre del 2017, Rossano ha iniziato la sua fusione con la vicina Corigliano, diventando, così, terza città per popolazione ed estensione in Calabria.

Cosa vedere e cosa fare

Rossano offre innumerevoli possibilità al turista in visita, sotto l’aspetto storico-culturale, ma anche esperienziale e di svago e relax.

Il centro storico è un affascinante intreccio di vicoli e piazzette, ricco di chiese e palazzi nobiliari che costituiscono già di per sé un patrimonio architettonico inestimabile.

Numerose le chiese e i monumenti da visitare; tra questi: la Cattedrale, del XI secolo, dedicata alla SS. Achiropita (“non dipinta da mano umana”), protettrice della città, di cui vi è un affresco all’interno; l’attiguo Museo Diocesano, dimora dell’ancor più prestigioso Codex Purpureus Rossanensis, un evangelario risalente al VI secolo, divenuto patrimonio UNESCO dal 2015; l’oratorio di S. Marco, la chiesa di S. Nilo (patrono della città), la Torre dell’orologio in Piazza Steri.

Tuttavia, il centro storico non è solo monumenti e chiese: è stato da poco inaugurato, ad esempio, l’artistico Emporium Cafè che, a Piazza Duomo, fa vivere un’atmosfera magica al turista che vuole prendersi una pausa degustando le prelibatezze tipiche accompagnate ad un aperitivo, fare un tuffo nella storia della Calabria e acquistare gadget di raffinato artigianato d’eccellenza o selezionati prodotti gastronomici territoriali; ma meritevoli di una sosta anche lo storico Caffè Tagliaferri (imperdibili le sue granite con la panna!), e i gustosi ristorantini ed alcune “cantine” (osterie), dove è possibile gustare la cucina tipica insieme ad un buon bicchiere di vino.

Lasciando il centro storico, anche “Rossano scalo o stazione” può offrire motivi di attrazione, con la sua ampia piazza -luogo di ritrovo dei cittadini-, i corsi principali, interessanti per lo shopping, e i numerosi ed eleganti locali, le pizzerie, i ristoranti e il cinema-teatro S. Marco con la sua Galleria commerciale.

Per gli amanti del mare, la fascia costiera offre sia la possibilità di stabilimenti attrezzati, tutti di qualità, sia la possibilità di usufruire della spiaggia libera.

Ma bello è anche solo passeggiare sull’elegante lungomare Sant’Angelo, che, se d’estate diventa il fulcro della “movida” cittadina, comunque in tutte le stagioni ha la sua piacevolezza, grazie agli aperti orizzonti sul Golfo di Sibari, le piste ciclabili, le comode zone di sosta e i giochi per i più piccoli.

Ciò nondimeno, Rossano lascia ampio spazio anche agli amanti della montagna e del trekking nella natura incontaminata.

Tra i boschi della Sila greca si trova l’Abbazia di Santa Maria del Patir, pregevole complesso monastico di epoca normanna, dai preziosi pavimenti musivi, immerso nel silenzio e affacciato sul Mediterraneo.

A pochi minuti di auto, sorge l’Oasi Naturalistica protetta dei Giganti di Cozzo del Pesco: castagneti giganti vecchi più di 700 anni.

Una voce a sé merita l’esperienza nelle curatissime campagne del territorio, ove è possibile sostare in diversi agriturismi e masserie di lunga esperienza, ma anche residenze storiche certificate e aziende produttive aperte al pubblico e alle visite didattiche.

Famosa in tutto il mondo per la sua storia secolare e la sua eccellente qualità, è, lungo la Statale 106, la fabbrica della liquirizia Amarelli, con l’annesso Museo e la modernissima e tecnologica factory store esperienziale.

Infine, per gli amanti del divertimento, nel periodo estivo, il parco acquatico Acquapark Odissea 2000, in contrada Zolfara, offre scivoli e animazione per adulti e bambini, oltre a zone picnic e punti di ristoro.

Tradizioni enogastronomiche

La lunga storia rossanese si rispecchia nella sua tradizione culinaria che presenta una grande varietà di piatti tipici:

  • la pasta fatta in casa: “i maccarrun” (fusilli a ferretti); “tajjarini cicir e finocchj” (tagliatelle, ceci e finocchietto selvatico), “i cavatedd” (gnocchi).
  • le tante e saporite preparazioni a base di ortaggi o legumi, come i “ lumingian chin” (melanzane ripiene) fatte soprattutto nel periodo di ferragosto; i “lumingian ara schipecia” (melanzane cotte secondo una particolare lavorazione); a “fresina conzata”; “pip e patat” (patate e peperoni); “i cipuddizz” (lampascioni); “i fagiol ara pignata” (fagioli cotti in particolari vasi di terracotta); “rap e sozizz” (rape e salsiccia); Pummalor vird ccu patat e finocchj” (pomodori verdi salati con patate e fiori di finocchio)
  • i piatti semplici a base di pesce: “a sardedda” (o rosa marina, neonata delle sarde, conservata in sale e pepe); “l’alici scattiat”; il baccalà con patate;
  • da non perdere le conserve del maiale: la salsiccia (u sozizz), la soppressata (a suppressata); “a frittula” (ciccioli) ; “u suz” (gelatina) ; “a carna salata” (carne della pancetta, delle costole e la cotica del maiale che dopo essere state tagliate a pezzi vengono abbondantemente salate, successivamente cosparse di peperoncino in polvere e di aromi naturali e conservate in dei vasi di terracotta); “u presutt” (prosciutto); “u capeccodd” (capicollo).
  • molto diffuse in tutte le case le conserve sott’olio: “i pummalor siccat” (pomodori essiccati); funghi di vari tipi; le melanzane, o le olive fatte in modo particolare: “ventus”; “oliv ara conz”.
  • e per chi prepara ancora il pane fatto in casa, diverse forme e preparazioni: “a pitta mbrijjata” (una particolare focaccia); “a pitta ccu ru maj” (panetti con fiori di sambuco); “i majatedd” (girelline di pasta di pane con fiori di sambuco); “i pitticedd e sardedda” (girelline di pasta di pane con rosamarina); “i pitticedd ccu ra frittula”.
  • infine i dolci. Primi fra tutti, e particolarmente graditi anche perché di buon augurio, sono “i scoratedd”: morbido impasto di farina bollita con acqua, alloro e olio e poi fritta in forma di taralli, che vengono poi ricoperti di zucchero; ottimi da gustare caldi! Durante il periodo di Natale sono tipici “i chinulidd” (dolci a forma di mezza luna farciti di marmellata, uvetta e noci); “a pasta a cumbett” (pasta dolce a forma di piccoli confetti, fritta e ricoperta di miele insieme a mandorle secche); “i crustul” (dolci all’anice ricoperti di miele); per il giorno di S. Lucia “a coccìa” (grano bollito condito con mosto cotto); mentre, durante il periodo pasquale, “i cuddur” (ciambelle intrecciate dolci o salate, con uova sode al centro) e “i grispedd” (simili alle chiacchiere).
Stemma Comune di Rossano

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