Corigliano Calabro

Ai piedi della Sila Greca, a più di 200 mt. s.l.m.,  il territorio del comune di Corigliano Calabro passa dal paesaggio della Piana di Sibari agli sfondi montuosi dove predominano i boschi e le felci.

Il toponimo Corigliano deriva, secondo alcuni, dal latino Corellianum, podere del Corellio, secondo altri dal greco Chorion Elaion, giardini d’olio.

Il borgo di Corigliano, sorto nella seconda metà del X secolo, ha visto succedersi nei secoli alcune fra le più nobili e ricche famiglie del regno di Napoli: i conti Sanseverino, i duchi Saluzzo, i baroni Compagna.

Le case si sono dapprima sviluppate attorno al maestoso Castello baronale scendendo a grappolo lungo le pendici del Monte Serratore. Oggi l’ampliamento urbanistico del paese ha raggiunto la pianura e la costa dove Schiavonea rappresenta la frazione marina.

Corigliano è anche il paese natale di Gennaro Gattuso, rinomato calciatore di fama internazionale.

Cosa vedere e cosa fare

Varcati i grandiosi archi dell’Acquedotto, il centro storico offre al visitatore, tra i vicoli, viuzze e palazzi storici, il bellissimo Castello, imponente e perfettamente conservato, dove sono custodite numerosissime testimonianze dell’importanza della Corigliano del passato.

Molteplici le attività ed iniziative culturali svolte tra le mura del Castello: mostre di ogni tipo, rappresentazioni ed altro.

Da non tralasciare anche la Chiesa di S. Pietro, proprio alla sinistra del Castello, la Chiesa di S. Antonio di Padova con l’annesso convento Francescano, la Chiesa di S. Francesco di Paola, la Chiesa Matrice di S. Maria Maggiore, la Chiesa del Carmine, la Chiesa di Santa Chiara o “delle Monachelle”, la Chiesa di Sant’Anna o di Santa Maria di Loreto.

Per chi volesse approfondire la cultura della città, si consiglia una visita al Museo Minimo, che espone oggetti di uso domestico, dell’artigianato e da lavoro della civiltà contadina, tra cui alcuni letti in legno forgiato a fuoco e le unità di misura che si usavano ai tempi dei Borboni.

Per gli amanti della natura, spettacolari i paesaggi visibili dalle vette che incorniciano il paese. Mentre per i più avventurosi si può perlustrare la Piana seguendo il fiume Crati fino alle foci.

Per gli amanti del mare, invece, si consiglia il lungomare a Schiavonea dove si può usufruire di splendidi lidi attrezzati o della spiaggia libera.

Al porto, inoltre, prospera la tradizionale attività della pesca, si consiglia una visita soprattutto agli amanti del pesce fresco.

Infine, non mancano i luoghi di ritrovo: ristoranti, pizzerie, bar, il cinema-teatro e molti locali che riempiono la città animandola sia d’estate che d’inverno.

Tradizioni enogastronomiche

I sapori della tradizione si riversano nella cucina tipica.

Un tipico primo piatto della cucina giornaliera è dato da “tagghjariell’e ccìcir” (tagliatelle e ceci).

Alcuni dolci tipici pasquali: “a cullure ccu ll’ove” “a cullure ccu ppàssule” (ciambelle intrecciate dolci con l’uva passa o salate con l’uovo) “i pisature”.

A ferragosto: “luminciane chjine” (melanzane ripiene); “a pitta chjne” (focaccia ripiena dolce ); “gurpinelle” (mezze lune ripiene di marmellata, uva passa e nocciole).

In occasione di santa Lucia: “u rane vullute” (il grano bollito con cacao, zucchero e cannella – con caffè o per rispettare la vera tradizione, con miele ricavato dai fichi, zucchero, cannella e chiodi di garofano). Durante il Natale alcuni dolci tipici sono: “crùstulә” (dolci all’anice ricoperti di miele); “a pasta cumpettә” (pasta dolce a forma di piccoli confetti, fritta e ricoperta di miele insieme a mandorle secche); “giurgiulenә”(dolci fatti di semi di sesamo cucinati nel miele).

Stemma Comune di Corigliano Calabro

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