Il Duomo di Longobucco
Borghi e dintorni

Longobucco

Il comune di Longobucco è il terzo centro della Calabria per estensione. Gran parte del suo territorio comunale fa parte del Parco della Sila. Vi svettano i monti Altare, Sordillo, Paleparto e nell’area predominano boschi di castagni, faggi e conifere. Sulle pendici del monte Castello, a 788 metri s.l.m., sorge la parte abitata che si affaccia sulla vallata del fiume Trionto.

Note storiche

Di origine antichissima, deve il suo nome probabilmente alle popolazioni germaniche che vi si trasferirono per lo sfruttamento delle miniere d’oro e d’argento e la chiamarono Lang Burg (lungo castello). La parola Longoburgo conserva il significato di lungo tratto pianeggiante e di lunga gola, rispondenti alla valle stretta (lunga cavità) attraversata dal torrente e alla forma allungata dell’altopiano sul quale è sorto il paese.

La presenza di numerose miniere di metalli pregiati, in particolare d’argento, già note in epoca Romana e sfruttate dal XII fino alla fine del XVII secolo ha contribuito a creare la sua storia. Longobucco è paese natale di Bruno, docente di medicina e chirurgia del XII secolo e dei più noti capobriganti dell’epoca post-unitaria tra cui Domenico Strafaci detto Palma.

Cosa vedere e cosa fare

A suscitare l’interesse di chi visita questo caratteristico paesino è il centro storico dove si trova la Torre Civica del XI secolo, successivamente adattata a campanile, conosciuto dagli abitanti del luogo come “U Campanaru”, e la Chiesa Matrice, dedicata a S. Maria Assunta, nella quale si può contemplare una collezione di opere e oggetti d’arte sacra.

Tuttavia la chiesa Matrice non è l’unica a destare attenzione, fanno da cornice infatti le chiese di S. Maria Maddalena, S. Maria delle Grazie e dell’Addolorata. Un occhio attento noterà poi i palazzi gentilizi i cui portali sono testimonianza della raffinata arte della lavorazione della pietra. E per chi volesse approfondire la storia dell’artigianato del paese non resta che visitare il museo della tessitura, ricco di oggetti che ne racchiudono la storia.

Tappa fondamentale, per chi voglia gustare appieno le peculiarità di questo splendido borgo sono le cantine che preservano quello che una volta era lo stile di vita tipico di un paesino di montagna: Osteria “da Ciccio” in Piazza Matteotti, Osteria “da Pignata” in Via S.A. Abate e Osteria “da Pasqualicchio” in via Risorgimento; dove si trascorrono piacevoli serate accompagnate dal gusto dei sapori di una volta e di un buon bicchiere di vino, bevanda per eccellenza prodotto nelle vigne delle limitrofe località di Destro, Ortiano e Manco o, qualora non fosse sufficiente, fornito dalle vigne di Cirò.

Molte oltretutto le chiese e le cappelle sparse nel territorio, in particolar modo lungo il fiume Trionto, quest’ultimo costeggiato dai Sanzi: straordinarie gole rocciose. La zona offre la possibilità di svolgere attività escursionistica anche nei vicini boschi secolari della Fossiata, così come nelle vicine località Palagoria, Quattro Frati, Gallopane, Corvo e Cerviolo, oltre che, ovviamente, lungo i sentieri attrezzati che conducono alla scoperta delle antiche miniere. Da non perdere inoltre, il vicino lago Cecita, sito nel cuore della Sila.

Tradizioni enogastronomiche

Le tradizioni enogastronomiche longobucchesi fanno parte del patrimonio di questo caratteristico paesino ed è soprattutto per questo che vengono mantenute tra gli abitanti ancora adesso. Tra i piatti tipici, quello che potrebbe essere definito il primo domenicale sono i ferriatti e grastatu (fusilli fatti a mano con ragù di castrato). Durante il carnevale si preparano i vermiciaddi, vermicelli lunghi e morbidi con ragù di carne di maiale e finninula ( un particolare insaccato di maiale fatto di rimasugli).

Ad accompagnare alcune feste religiose sono i tagghjarini (tagliatelle), ad esempio a San Giuseppe (19 marzo) quando si è soliti celebrare u mitu e San Giseppe preparando tagliatelle condite con fagioli e ceci precedentemente cotti insieme a dei pezzi di baccalà. Altro piatto tipico longobucchese sono le pitte farcite, ciambelle fatte di pane casereccio. A pitta cu ru maju, con fiori di sambuco. I carriciaddi: pasta di pane impastata con olio, spianata e tagliata a strisce condita con sardedda (il caviale dei poveri), frittula (ciccioli), o altro. Tra i dolci tipici, i fritti a bantu, dei taralli fritti e ricoperti di zucchero, ottimi da gustare caldi, fatti di un particolare impasto di farina, olio, alloro e acqua o i chinulidde, dolci a forma di mezza luna farciti di marmellata uvetta e noci.

Non mancano poi particolari prodotti derivanti dalla genuina carne di maiali allevati nelle campagne: a frittula (ciccioli) suzu (gelatina), prisuttu (prosciutto), capeccuaddu (capicollo), grassu (strutto), panzetta (pancetta salata), sazizze(salsicce), soppressate (soppressate), finninule (insaccati di rimasugli).

Festività

In marzo: Festa di S. Giuseppe, preparazione del piatto tipico tradizionale: “U mmitu e San Giuseppe”
Periodo Pasquale: tradizionale e storica Via Crucis con canti artistici.
Santa Pasqua: tradizionale e storica processione del Venerdì Santo.
In agosto: settimana della tessitura, manifestazione dedicata alla produzione tessile locale.
1- 4 agosto: San Domenico di Guzman, festa patronale.
14 agosto: “Palio dell’Assunta e Giostra del castrato” con spettacolo di sbandieratori, cavalli e cavalieri, trombe e tamburi.
Ultima decade di settembre: “Fiera di Puntadura”, storico appuntamento mercantile nell’omonima località.
Feste natalizie: “A focarina”, grandi focolai per le piazzette e le vie del paese.

Numeri utili

Comune: +39098372846
Pro loco: +393897814031

Ospitalità diffusa: dal 1998 si propone un particolare sistema di accoglienza denominato “Ospitalità Diffusa”. Il soggiorno nelle case abitate, o di proprietà delle famiglie del luogo permette ai visitatori di vivere appieno, l’ospitalità sacra e amichevole. +393807948403

Pizzeria “L’Arco”: +39098367073
Trattoria “La Campanara B&B da Costanza”: +39098372316
Trattoria “Il Parco della Sila”: +393384590010 – +393382565833
Salumificio Romano prodotti tipici: +393388514285
Trekking Calabria: +393807948403 e +393398836747

Come arrivare

Aeroporti: Lamezia Terme (136 km), Bari (244 km)
Treno: stazioni più vicine Rossano, Sibari, Paola, Cosenza.

Si ringrazia per la foto il Sig. Angelo Adorisio

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